Un dato importante: le superfici.

 



L'autenticità della Sindone di Torino

 è' anche avvalorata da un dato importante: 

La superficie del telo che presenta l'Immagine del Crocifisso ha macchie di sangue e ombre che possono apparire come frutto di un disegno o colorazione con pigmenti.

In realtà noi sappiamo che il colore assorbito dalla tela appare anche sul retro di una eventuale tela dipinta, perché penetra il tessuto come il sangue umano.

Sul retro della Sindone invece appare solo ogni macchia di sangue della superficie ma non appare nessun pigmento o colore delle parti evidenziate sulla superficie superiore, che presenta la figura completa.

Questo è assicurato da uno studio di cui si parla nell'articolo seguente:

il retro della Sindone

il primo tentativo di esplorazione del lato non visibile della Sindone fu realizzato nel 1978, mediante l'uso di fibre ottiche e del divaricatore appositamente realizzato ed esposto in una vetrina del Museo della Sindone a Torino. Si accertò così che solo le macchie di sangue hanno attraversato lo spessore del tessuto, mentre l’immagine sul retro non è visibile.

Tuttavia era necessario procedere all'esame di aree più ampie del retro della Sindone, in modo da potere meglio confrontare l'immagine del fronte con il corrispondente retro. Per questa ragione nel 2000 l'équipe guidata da Paolo Soardo ha adattato uno scanner, riducendolo al minimo spessore necessario per il suo funzionamento ed eliminando ogni spigolo, in modo da poterlo inserire tra il telo d'Olanda e la Sindone senza rischi di danni al tessuto. Tale operazione fu resa possibile dalla particolare situazione in cui venne a trovarsi la Sindone, durante la preparazione per essere inserita nella nuova teca di conservazione definitiva, che rese necessaria la scucitura della Sindone dal telo d'Olanda lungo tutto il suo perimetro. Non vennero in quell'occasione toccate le cuciture delle toppe, per cui fu possibile introdurre lo scanner solo parzialmente. Tuttavia si ottennero delle notevoli immagini che permisero di confermare che l'impronta del corpo è superficiale e visibile solo sul fronte della Sindone, mentre le macchie di sangue hanno attraversato il tessuto, e sono quindi visibili sul retro. In particolare notevole importanza ha la scannerizzazione del retro dell'area del volto. Il confronto con la scannerizzazione della stessa area sul fronte evidenzia molto bene l'assenza di impronta e la presenza del sangue.

Nel 2002 la scucitura completa delle toppe e del telo d'Olanda ha permesso finalmente di ottenere l'immagine completa del retro della Sindone. Prima di procedere all'applicazione del nuovo telo di supporto, l'intero retro è stato acquisito tramite scanner ed è stato fotografato.

 Le operazioni eseguite per una migliore conservazione della Sindone hanno consentito di poter osservare e documentare dopo quasi cinquecento anni, il retro della Sindone, coperto nel 1534 dalla fodera cucita a Chambéry dopo l'incendio. Si è così definitivamente dimostrato che le impronte di sangue compaiono su entrambi i lati del tessuto, mentre l'impronta è presente solo su di un lato.

(Articolo fornito dallo sindologo Prof. Don Bonora Luigi. L'articolista non risulta per ora noto. Autore non noto. N.N.)

Dunque!?


Allora la Sindone di Torino non è un dipinto.

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