Scienza e fede



   La ricerca scientifica


Bisogna dire che nessun oggetto archeologico è stato affrontato da così gran numero di analisi scientifiche diverse.

Fotografia

Nel 1898 un fotografo rivelò al mondo il volto dell’uomo che la Sindone aveva avvolto. Una scoperta che ha risvegliato in molti l’entusiasmo.
Il fatto...  Dal 25 maggio al 2 giugno 1898, la Sindone fu esposta nella cattedrale di Torino, ove giunsero circa 800.000 pellegrini. La Sindone non era stata ancora fotografata ed un amatore di fotografie, padre Noguier de Malijay, salesiano, chiese il permesso di fare delle fotografie. Il permesso non fu accordato a lui, ma ad uno dei suoi amici, l’avvocato Secondo Pia.








Secondo Pia

Il primo tentativo fatto da Secondo Pia il 25 maggio 1898 non riuscì. Ma il 28 maggio alle 23, il tentativo ebbe successo. Pia ottenne due cliscè facendo una posa di 14 minuti per il primo ed una posa di 20 minuti per quell’altro.. A mezzanotte entrò nella camera oscura per sviluppare le foto. E quale non fu la sua meraviglia, quando non vide una figura sfumata e poco chiara (un negativo) come quella che aveva osservato sul sacro lenzuolo, ma una immagine nitida, imponente, dai bei contorni e dai bei contrasti ( un positivo ). Egli dirà:”Era una figura reale, era nostro Signore, ed io lo vedevo per la prima volta dopo 19 secoli!”









Il volto dell’Uomo della Sindone come apparve a Secondo Pia.

Questa scoperta produsse un entusiasmo immenso e segnò l’inizio della storia scientifica della Sindone, delle ricerche su di essa in ogni campo della scienza e l’inizio di tutte quelle controversie che da allora non sono mai cessate.
L’esposizione del 1898 rimase famosa, ma le prime fotografie della Sindone, a causa della tecnica imperfetta del tempo, non erano soddisfacienti.




 Per questo, durante l’esposizione del 1931, un professionista, il fotografo Giuseppe Enrie, fu incaricato di ripetere le foto della Sindone.

Enrie fece 12 pose in bianco e nero alla presenza di testimoni ufficiali. Quelle fotografie, sviluppate molto bene, divennero la base per gli studi seguenti ed hanno permesso l’ingrandimento della figura dell’Uomo della Sindone fino a dimensione naturale.[1]



La ricerca scientifica si è concentrata primariamente su tre argomenti:
- autenticità
- meccanismo nella formazione delle immagini
- conservazione[2].


Autenticità



*   Quanto alle foto.
Nasce un dubbio.  Secondo Pia non potrebbe aver truccato le foto?…Non potrebbe aver sovraesposto le stesse?
In verità, alcuni lo accusarono di questo. 
Ma anche padre Noguier de Malijay fece delle foto e quelle stesse dimostrarono che i dubbi o le accuse non avevano alcun fondamento.

Analizzando le foto di Secondo Pia e le altre, risulta che in tutte il positivo ottico è chiaramente un negativo fotografico e che il negativo ottico è al contrario un positivo fotografico.


*     Le analisi e l’autenticità.

L’autenticità della Sindone si fonda su studi scientifici. 
Non si tratta di un problema di religione o di fede. 
La Sindone è un oggetto che può esser analizzato in laboratorio: 
quello che si scopre su di essa si impone alla ragione come quello che si trova e si scopre 
circa i reperti archeologici dissotterrati o come quello che si scopre esaminando vecchi 
archivi. Si deve dire tuttavia che nessun oggetto archeologico fu sottoposto 
ad analisi di discipline così numerose e diverse o ad analisi compiute da 
ricercatori così numerosi.

In Francia, nel 1900, il primo che fece conoscere la Sindone per mezzo dei suoi studi 
ed articoli fu Arthur Loth. Fu lui ad esortare il sacerdote Paul Vignon a dedicarsi allo studio 
della Sindone. Divenendo uno dei primi sindonologi, Vignon scoprì molte somiglianze 
del Volto della Sindone con le immagini dipinte alla fine del secolo XIV°, dando così dimostrazione che fin da quell’ epoca la Sindone servì di modello per il volto del Cristo.[3]


Cristo Psychosostes del secolo XIV°(Ocrida Macedonia). Esempio di icona
ispirata da quella della Sindone.


Il 21 aprile 1902, lo scienziato Yves Delage, dopo aver consultato gli studi di Vignon, fece una comunicazione all’ Accademia delle Scienze dal titolo: ”Impronte prodotte su un lenzuolo da emanazioni provenienti da un cadavere”. Questa comunicazione ebbe una risonanza enorme che provocò anche una violenta polemica.

Sebbene agnostico, Delage sostiene l’autenticità storica della Sindone. Contrariamente ad ogni regolamento  scientifico, il segretario permanente dell’ Accademia, Marcellin Berthelot, ateo militante, nel pubblicare la comunicazione, censurò tutte le allusioni che si riferivano alla Sindone di Torino.
Nel 1902, il canonico Ulysse Chevalier pubblicò numerosi documenti antichi, tra i quali una lettera del 1389 del vescovo di Troyes, Pierre d’ Arcis, che sembra sostenere la tesi di un falso medievale circa la Sindone. Studi più approfonditi di questo documento hanno invece accertato il vero, rilevando che tale documento era in favore dell’autenticità della Sindone; nonostante questo, gli avversari dell’autenticità continuarono erroneamente a servisi di questo documento mal interpretato. Nel 1390, Clemente VII, antipapa, in due documenti o bolle papali parla della Sindone come se fosse un dipinto. La verità è che su questo argomento egli cambiò parere più volte, terminando con una posizione favorevole sulla sua autenticità[4].


Durante l’esposizione della Sindone, nel periodo del 3 al 24 maggio 1931, il fotografo Giuseppe Enrie realizzò le foto universalmente conosciute del volto dell’ Uomo della Sindone. La loro ammirevole qualità permise di fare delle scoperte che si poterono poi rilevare sulla Sindone nell’osservazione diretta del sacro lenzuolo e che confermavano nello stesso tempo l’autenticità del medesimo.
   Cominciando dall’anno 1932, il dottor Pierre Barbet, chirurgo all’ Ospedale ”Saint Joseph", effettuò numerose esperienze anatomiche di una considerevole importanza e che mostrarono la perfetta corrispondenza tra le impronte della Sindone e le sequenze della Passione del Signore. Pubblicò questi studi nell’anno 1950, ma, fortemente colpito dalle atroci sofferenze che aveva esaminato sulla Sindone, affidò il compito di parlarne al suo posto, in una Conferenza, ad Antoine Legrand.  Antoine Legrand, appassionato della Sindone dall’età di 9 anni,divenne uno dei più grandi conoscitori della Sindone, collaborando con tutti gli specialisti e facendo lui stesso delle scoperte molto importanti.
Nel 1933, alla domanda del Papa Pio XI, in vista dell’anno Santo poichè si commemorava il diciannovesimo centenario della Passione di Cristo, ebbe luogo un’esposizione della Sindone che durò dal 24 settembre al 15 ottobre. Un gruppo di specialisti, tra i quali anche Paul Vignon, il dottor Barbet e Antoine Legrand, fu ammesso a studiare da vicino la Sindone. Vignon allora portò la sua scoperta; aveva notato da tempo che l’impronta sindonica è sottoposta alle leggi delle distanze: annerimento massimo dove il corpo toccava la tela, decrescere dell’innerimento in proporzione della distanza tra la tela e il corpo, senza alcun aiuto degli effetti di ombra e luce che usano i pittori. Ciò è la tridemensionalità, cosa impossibile per un falso.   

                               il negativo ottenuto con luce radente da A. Guerreschi.


Lo studio sull’Immagine di G. Tamburelli, ottenendone la figura tridimensionale, e il negativo con luce radente di  A. Guerreschi furono ulteriore prova di autenticità della Sindone.

Il 22 novembre 1973, alla televisione italiana, si ha una esposizione della Sindone per 30 minuti, trasmessa anche dalle televisioni su rete europea.  In questa favorevole occasione, Antoine Legrand può rimanere un’ora e quaranta minuti presso la Sindone, può esaminarla nei particolari e può toccarla. Egli fa la costatazione che illuminando il tessuto dalla parte opposta dell’immagine, la visibilità delle impronte diviene più evidente. La Sindone allora non può essere un dipinto.
Nel 1974, Paul Gastineau mediante un apparato da lui escogitato, è il primo che ridà i contorni al Volto.
Nell’esposizione del 1978 si fecero per mezzo di infrarossi ed ultravioletti, delle fotografie per trasparenza.



Immagini ottenute con i raggi X e con il laser.

In quell’esposizione fatta tra il 27 agosto e l’ 8 ottobre, giunsero tre milioni di pellegrini.  Poi, per cinque giorni, la Sindone venne esaminata da vicino da scienziati americani, costituiti in ”Ricercatori del progetto di investigazione sulla Sindone di Torino „ (STURP), essi con l’aiuto di sei tonellate di materiale molto sofisticato portato dall’America si posero ad esaminare la Sindone. Le analisi, fatte in molte ore di studio, diedero la certezza   che la Sindone non può essere opera di un artista.

L’ esposizione del 27 agosto - 8 ottobre 1978 attrasse anche il futuro Papa Giovanni Paolo II°. Trecentodieci Vescovi e mille sacerdoti celebrarono davanti alla Sindone esposta.
Il 13 aprile 1980, Giovanni Paolo II° venera a Torino la Sindone in una ostensione privata e il 20 aprile dichiara in Piazza San Pietro: 
”Ho visto la santa Sindone, la più splendida reliquia della Passione e Risurrezione”.

Quando Papa Wojtyla, nel 1998, il 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice, giunse a Torino per  venerare la Sindone,  la chiamò: “Specchio del Vangelo,[…] immagine delle sofferenze degli innocenti di tutti i tempi”, “quel grandissimo tesoro donato all’umanità, […] immagine silenziosa, incoraggiamento a vivere ogni momento della vita, incluso quello della sofferenza e dell’impotenza, con la certezza di chi crede che l’amore misericordioso di Dio vince ogni povertà, ogni condizionamento ed ogni tentazione di disperazione”.[5]

Alla vigilia dell’esposizione che si fece dal 18 aprile al 14 giugno 1998 nella cattedrale di Torino, il Centro internazionale di studi sopra la Sindone di Torino (CIELT) ha voluto render note al pubblico le grandi scoperte della scienza circa il santo Lenzuolo. Per questo vi fu una conferenza il 31 marzo 1998 a Parigi.  In quell’occasione il sacerdote Olivier Pourrat della Facoltà di Poitiers ha detto che la Sindone ”è testimonianza della Passione, prova della Risurrezione e segno del mistero eucaristico”, perchè contiene tracce di sangue umano e perchè si è dimostrato ormai con mille esperimenti che quella non può essere se non la Sindone che avvolse Gesù. I
l dottor Merat, allievo di Pierre Barbet, di cui ha ampliato gli studi sugli uomini crocefissi, ha presentato a sua volta una relazione intitolata ”Le sofferenze viste dai chirurghi", nella quale descrive le sofferenze dell’ Uomo della Sindone dalla testa ai piedi. 
Queste corrispondono a quel che dicono i Vangeli e Gesù è l’ unico uomo a cui la storia attribuisce queste sequenze della morte.

Le ricerche sulla Sindone continuano e tra gli studi speciali si è cercato di trovare i lineamenti del Volto dell’ Uomo della Sindone.

Dipinti  che richiamano la Sindone di Torino


Dipinto di J.Brunner ?...

         Dipinto di A. Agemian


                                                          Ricostr. della NASA.                                                                                                             

 Tra questi studi è rimarchevole un dipinto di anonimo e il volto elaborato dal pittore armeno Ariel Aggemian(1904-1963). Anche la NASA degli Stati Uniti, ci ha dato una stupenda elaborazione del Volto dell’ Uomo della Sindone.
 Nonostante questo, nessuna ricerca o studio di ricostruzione dell’aspetto  di un volto umano  ci può dare il suo volto reale, tale e quale. Chiaramente cio’ vale anche per l’immagine dell’Uomo della Sindone, che gli scienziati hanno cercato di ricostruire, seguendo le tracce lasciate sul lenzuolo funerario: non è il vero Volto di Gesù, solo ha una certa rassomiglianza.
Ma le ricerche e gli studi continuano.





[1] MARIO  MORRA, La Sindone e gli oggetti di devozione popolare:
il Bollettino Salesiano - supplemento, luglio-agosto 2000,  p. 19.

[2] Circa i dettagli della custodia della Sindone puoi vedere alle pagine precedenti.
[3] L. BONORA, Il volto dei volti, p. 22.
[4] E. MARINELLI, Leonardo da Vinci: il Bollettino Salesiano, sept. 2005,  pp. 20-21.
[5] G. GHIMBERTI, Sindone e spiritualită: il Bollettino Salesiano – supplemento, luglio-agosto 2000,  p. 21.


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